Perché son nata in una certa parte del mondo? Nella parte “fortunata” del globo.
Questa è la domanda che ultimamente fa spesso capolino nella mia testa. La vita è un delicato e perfetto equilibrio di coincidenze e di incontri, da un piccolo sguardo può nascere qualcosa di inimmaginabile e di più grande ancora.
Perché? Perché i piccoli con cui condivido le mie giornate, camminando fianco a fianco, non hanno e forse non avranno mai tutte le opportunità e possibilità che ho io? Perché non potranno diventare avvocati, medici o ingegneri, o qualsiasi altro vorrebbe essere?
Una lacrima mi scende se penso a quanto tutto questo sia ingiusto. A quanto queste brevi vite abbiano già vissuto dieci vite diverse, affrontando situazioni che non possiamo neanche immaginare.
Fino a quanto può arrivare la cattiveria e di conseguenza il dolore umano? Ne sto prendendo leggermente coscienza, grazie alle loro storie di vita: storie di violenza, soprusi e maltrattamenti.
Toccare con mano, anche se da esterna, ciò che hanno vissuto e che continuano a vivere mi aiuta a capire quanto, nonostante tutto, la vita sia un dono meraviglioso, quanto l’essere umano possa adattarsi e sopravvivere anche in condizioni estreme e tutto questo perché in ognuno di noi è insito un amore viscerale per la vita.
Allo stesso tempo una fortissima rabbia ed un senso di frustrazione mi assalgono: c’è qualcosa che posso fare per cambiare le cose?
Cerco affannosamente una risposta tra le nozioni apprese a scuola, tra qualche film visto o esperienza di vita.. Ma tutto sembra così maledettamente inutile!
Forse non c’è una soluzione, una risposta giusta e probabilmente non potrò mai cambiare le cose, troppo complicate e fuori dalla mia portata.
Quel che posso fare però è continuare a camminare coi miei piccoli amici, passo dopo passo, stringerli la mano e mostrare loro un’alternativa di vita, dove il rispetto per sé stessi e per il proprio corpo è possibile, un diritto.
Rimanere lì, nonostante gli schiaffi, gli insulti e le occhiatacce, rimanere lì INSIEME e NONOSTANTE TUTTO.

“Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario”.
Che Guevara, 1928-1967