Un Natale all’equatore

Ciao,

è da un po´che non scrivo qui, probabilmente perché son tante le cose accadute in questi mesi, tante troppe e come piú volte ho espresso diventa davvero complicato poter fermare il tempo con parole, sarebbe come arginare un fiume in piena, semplicemente non si puó.

Nel bene e nel male il mio anno di Servizio Civile prosegue e ha portato con sé anche le vacanze di Natale. Natale per me é sempre stata una festa magica, le luci, i regali, l’atmosfera che emana.. Ogni anno peró mi soffermo a pensare a tutti coloro che di questi dettagli ci fanno poco, quasi nulla, a tutti coloro che non possono riunirsi davanti al focolare domestico e vivere coi propri cari la festa.

Quest’anno piú che mai ho chiari nomi, volti e storie di alcune di queste persone.

I bimbi del progetto dove lo avranno trascorso? Cosa avranno mangiato? Sarà tornata a casa la mamma di Ana e Pablo? Avrà esagerato con i brindisi il padre di Emily e Jariel? Avranno ricevuto un regalo Celeste ed Alexis?

Queste alcune delle tante domande che frullano nella mia testa e che continueranno ad accompagnarmi nel corso delle giornate…

È stato un Natale al caldo, un Natale all’Equatore , senza neve o luci e addobbi per le strade, un Natale differente.

E di nuovo mi trovo a relativizzare situazioni e a prender sempre piú consapevolezza del fatto che ció che noi diamo per scontato non lo é affatto, per lo meno dall’altra parte del mondo!

Qui quando le persone si salutano dicono “cuidate”, ovvero “prenditi cura di te”, ed é un bellissimo augurio che riporto a ciascuno di voi, che mi leggete e sostenete da lontano, mi arriva il vostro calore!

Spero che abbiate trascorso un Natale sereno in compagnia delle persone a voi piú care.

Vi invito a non dar nulla per scontato e a coltivare i vostri legami vivi con amore e dedizione, come fossero piante continuamente bisognose di luce ed acqua.

Buon anno nuovo a tutti voi, un abbraccio oltreoceano!

“Non preoccupatevi mai delle dimensioni del vostro albero di Natale. Agli occhi dei bambini, sono tutti alti”. – Larry Wilde

Il tempo a “Soñando Por El Cambio”

Santo Domingo de los Colorados, ore 6:30: la sveglia suona e sono già giù dal letto pronta per affrontare una nuova giornata. Assieme a me vi sono le mie compagne d’avventura, Ludovica e Francesca, con le quali condivido ogni giorno tra casa e lavoro.

Al progetto “Soñando Por El Cambio” la giornata inizia presto, alle 8 si esce di casa, pronte a prendere il nostro taxi di fiducia. L’autista si chiama Darwin ed ogni mattina ci aspetta pazientemente e ci accompagna a lavoro, con tanto di colonna sonora inclusa (ormai sta iniziando ad apprezzare anche lui le hit di Renga, Mengoni e Giusy Ferreri!).

Appena il taxi varca il cancello del progetto non ho neanche il tempo di pagare la corsa che già mi ritrovo fuori dall’auto, circondata da bambini sorridenti e pieni d’energia, che mi accolgono con un pimpante: “Buenos días, Flavia!”.

Sono le 8:30 e le classi hanno inizio: “Lengua y Literatura”, “Matemática”, “Estudios Sociales”, “Ciencias Naturales” e “Inglés” sono alcune delle materie a cui assistono ogni giorno.

Per ogni materia vi è un professore differente ed i bambini turnano di classe in classe in base al loro orario. Io insegno “Desarollo Humano E Integral” e per cui affronto tematiche di carattere civico, cercando di trasmetter loro qualche nozione sui diritti umani e sull’importanza del rispettare il prossimo, laddove il rispetto è uno dei principali fattori che è venuto a mancare nelle loro brevi ma intense storie di vita.

Ore 12:45, terminano le classi ed è ora dell’“almuerzo”, tutti corriamo verso la mensa, attraverso una lunga rampa di scale che collega la parte delle aule a quella degli uffici (segreteria, psicologia, infermeria e area professori). Quest’ultima è composta anche dal dipartimento di psicologia, in cui ci si occupa di alcune esigenze dei bambini e delle loro famiglie, tra cui visite domiciliari, ascolto, terapie, conseguimento di documenti e seminari.

Ore 14: iniziano i “taller”, ovvero i laboratori professionalizzanti e sportivi. Lotta olimpica, basket, calcio, pallavolo, meccanica, sartoria e cucina, nonché laboratori ludico-ricreativi per i più piccolini, animano i pomeriggi al progetto fino alle 16. Ognuno di loro partecipa al taller che più lo rappresenta, sfruttando l’opportunità d’imparare un mestiere o di praticare uno sport all’aperto.

Per concludere la giornata vi sono le docce, in cui i bambini vengono divise dalle bambine e noi volontarie dobbiamo assicurarci che tutte si lavino e che lascino i bagni in buone condizioni.

Alle 17 tutti i bambini si avviano verso il “comedor” per prendere la loro merenda e tornare a casa!

Il tempo al progetto sociale “Soñando Por El Cambio” segue un corso particolare, per cui le giornate sembrano volare ed in un battito di ciglia ti ritrovi a fine giornata, sebbene allo stesso tempo, mentre le vivi, le ore sembrano dilatarsi per la loro intensità.

I bambini sono in totale 120, con un età compresa tra i 6 ed i 17 anni, ciascuno con la propria particolare storia e con i propri sogni nel cassetto. Anche se provengono da storie di vita molto dure e perciò portano con loro i segni di un passato poco generoso, noi volontarie crediamo fortemente che un giorno questi sogni possano uscire dal cassetto in cui sono rinchiusi e volare in alto.

Per questo camminiamo fianco a fianco a loro, cercando di realizzare il nostro meglio per poter lasciar qualcosa di concreto.

L’esperienza di Servizio Civile è un esperienza a 360°, che ti permette d’acquisire competenze in ambiti differenti e di crescere in maniera esponenziale, acquisendo la preziosa capacità d’andare oltre limiti e pregiudizi e di scoprire che al di là dei tanti “se” e dei tanti “ma”, che siamo abituati ad ascoltare ogni giorno, vi è un mondo da esplorare e da conoscere coi propri sensi.

E’ un’esperienza al servizio degli altri, anche se ricevi molto più di quanto dai.

Un’esperienza che ti cambia la vita!